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Sui disagi quotidiani

Archive for aprile 2nd, 2010

Il bagno a pagamento?

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Buongiorno a tutti,
nel fantastico mondo dei disagi come non citare il servizio base e principe per l’uomo: il bagno.
I servizi pubblici, si tratti di ferrovie dello stato, aeroporti, poste, o qualsivoglia servizio, deve offrire un servizio igienico appropriato per i propri clienti. Tutti i servizi hanno la possibilità di scegliere tra servizio igienico a pagamento o effettuare un servizio gratuito anche se entrambi presentano disagi sotto forme diverse. Prenderò come esempio un bagno a pagamento, quello alla stazione di Torino Porta Nuova, e un bagno gratuito, quello alla stazione di Torino Porta Susa.

Partirei da quello a pagamento. Onestamente non capisco l’esigenza di fare un servizio a pagamento per un bagno, quando è evidente che non è il servizio principale, ma per lo più un beneficio aggiuntivo per le persone che intendono usufruire del servizio principale. Guadagnare dai bisogni della gente lo trovo un po’ come pestare un barbone in mezzo alla strada e rubargli i pochi soldi che possiede.

Tolto questo, il servizio a pagamento tende a funzionare un po’ meglio rispetto a quello non a pagamento (e ci mancherebbe). Però non capisco chi possa usufruire di questo servizio, nel nostro esempio di Torino Porta Nuova, quando i bagni ci sono anche sul treno e anche nei negozi sparsi per la stazione. Se proprio devo andare in bagno, piuttosto mi prendo un caffè al bar e utilizzo il bagno del bar. Si perché anche se funziona meglio, è comunque un bagno orribile e non si capisce come sia possibile, ma non funziona mai. Dato che è a pagamento, sarebbe almeno il caso di farlo funzionare, non che si mettono 80 centesimi e ci si ritrova pure in un bagno non funzionante.

La cosa più terrificante sono le luci blu anti “drogato”. Tenendo conto che è una luce che da un fastidio enorme agli occhi, mi chiedo per quale motivo un tossico, che difficilmente ha i soldi, dovrebbe pagare 80 centesimi per entrare in un bagno per drogarsi, quando lo può fare benissimo fuori.

Il prossimo post parlerà dei servizi igienici non a pagamento.

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Written by scotefab

aprile 2, 2010 at 1:59 pm

Pubblicato su Disagi

I “Cessi”

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in questo post parlerò dei servizi igienici non a pagamento.
Come visto nel post precedente, i servizi igienici a pagamento sono un servizio inutile in quanto è un beneficio aggiunto ai clienti che intendono usufruire del servizio base e bisogna considerare che pagare 80 centesimi per fare la pipi mi sembra un esagerazione.

Tuttavia le persone di fronte ad un servizio a pagamento si comportano in un modo abbastanza civile, mentre in quelli non a pagamento, ritengono di poter dare sfogo alle loro fantasie più brutali. Si perché i bagni pubblici sono generalmente un “Cesso” nel vero senso della parola. La pareti assumono negli anni una forma ambivalente, diventando talmente sporchi che nemmeno ridipingendolo si ottiene il bianco originale. Poi i gabinetti vengono generalmente brutalizzati e finiscono sempre per essere totalmente intasati. Insomma la gente non è in grado di usufruire in maniera civile di un servizio igienico non a pagamento.

Poi bisogna considerare la mancanza di manutenzione e pulizia regolare, ne è testimone la puzza incredibile che c’è. Anche se non è a pagamento, non significa che debba essere trattato come una discarica. Come ho già detto dovrebbe essere un beneficio aggiuntivo e non un disagio che si accumula a quelli del servizio base.

Per fare un esempio, il bagno di Torino Porta Susa. Per cominciare bisogna considerare che il bagno per gli uomini è sempre rotto, quindi sia gli uomini, che le donne devono usufruire del cesso destinato alle donne. Poi bisogna considerare, oltre alle cose dette prima, le porte dei cessi che non si chiudono. Quindi, e con questo mi rivolgo alle signorine, attenzione, portate con voi qualcuno che tenga la porta chiusa. Tutto questo è testimonianza della mancata manutenzione.

Written by scotefab

aprile 2, 2010 at 1:55 pm

Pubblicato su Disagi