Ufficio Reclami

Sui disagi quotidiani

Il bagno a pagamento?

with one comment

Buongiorno a tutti,
nel fantastico mondo dei disagi come non citare il servizio base e principe per l’uomo: il bagno.
I servizi pubblici, si tratti di ferrovie dello stato, aeroporti, poste, o qualsivoglia servizio, deve offrire un servizio igienico appropriato per i propri clienti. Tutti i servizi hanno la possibilità di scegliere tra servizio igienico a pagamento o effettuare un servizio gratuito anche se entrambi presentano disagi sotto forme diverse. Prenderò come esempio un bagno a pagamento, quello alla stazione di Torino Porta Nuova, e un bagno gratuito, quello alla stazione di Torino Porta Susa.

Partirei da quello a pagamento. Onestamente non capisco l’esigenza di fare un servizio a pagamento per un bagno, quando è evidente che non è il servizio principale, ma per lo più un beneficio aggiuntivo per le persone che intendono usufruire del servizio principale. Guadagnare dai bisogni della gente lo trovo un po’ come pestare un barbone in mezzo alla strada e rubargli i pochi soldi che possiede.

Tolto questo, il servizio a pagamento tende a funzionare un po’ meglio rispetto a quello non a pagamento (e ci mancherebbe). Però non capisco chi possa usufruire di questo servizio, nel nostro esempio di Torino Porta Nuova, quando i bagni ci sono anche sul treno e anche nei negozi sparsi per la stazione. Se proprio devo andare in bagno, piuttosto mi prendo un caffè al bar e utilizzo il bagno del bar. Si perché anche se funziona meglio, è comunque un bagno orribile e non si capisce come sia possibile, ma non funziona mai. Dato che è a pagamento, sarebbe almeno il caso di farlo funzionare, non che si mettono 80 centesimi e ci si ritrova pure in un bagno non funzionante.

La cosa più terrificante sono le luci blu anti “drogato”. Tenendo conto che è una luce che da un fastidio enorme agli occhi, mi chiedo per quale motivo un tossico, che difficilmente ha i soldi, dovrebbe pagare 80 centesimi per entrare in un bagno per drogarsi, quando lo può fare benissimo fuori.

Il prossimo post parlerà dei servizi igienici non a pagamento.

Written by scotefab

aprile 2, 2010 at 1:59 pm

Pubblicato su Disagi

I “Cessi”

leave a comment »

in questo post parlerò dei servizi igienici non a pagamento.
Come visto nel post precedente, i servizi igienici a pagamento sono un servizio inutile in quanto è un beneficio aggiunto ai clienti che intendono usufruire del servizio base e bisogna considerare che pagare 80 centesimi per fare la pipi mi sembra un esagerazione.

Tuttavia le persone di fronte ad un servizio a pagamento si comportano in un modo abbastanza civile, mentre in quelli non a pagamento, ritengono di poter dare sfogo alle loro fantasie più brutali. Si perché i bagni pubblici sono generalmente un “Cesso” nel vero senso della parola. La pareti assumono negli anni una forma ambivalente, diventando talmente sporchi che nemmeno ridipingendolo si ottiene il bianco originale. Poi i gabinetti vengono generalmente brutalizzati e finiscono sempre per essere totalmente intasati. Insomma la gente non è in grado di usufruire in maniera civile di un servizio igienico non a pagamento.

Poi bisogna considerare la mancanza di manutenzione e pulizia regolare, ne è testimone la puzza incredibile che c’è. Anche se non è a pagamento, non significa che debba essere trattato come una discarica. Come ho già detto dovrebbe essere un beneficio aggiuntivo e non un disagio che si accumula a quelli del servizio base.

Per fare un esempio, il bagno di Torino Porta Susa. Per cominciare bisogna considerare che il bagno per gli uomini è sempre rotto, quindi sia gli uomini, che le donne devono usufruire del cesso destinato alle donne. Poi bisogna considerare, oltre alle cose dette prima, le porte dei cessi che non si chiudono. Quindi, e con questo mi rivolgo alle signorine, attenzione, portate con voi qualcuno che tenga la porta chiusa. Tutto questo è testimonianza della mancata manutenzione.

Written by scotefab

aprile 2, 2010 at 1:55 pm

Pubblicato su Disagi

Il concerto delle Macchine

leave a comment »

Buongiorno a tutti,
ecco un disagio di cui vale la pena parlare: il disagio delle macchine nella città. Si perché il numero delle macchine è aumentato esponenzialmente negli anni e siamo arrivati al punto in cui la questione si fa insostenibile.
In primis, c’è da dire che la causa principale di questo disagio sono le persone. La patente ormai viene data a tutti indistintamente anche quando è palese che non si è in grado di guidare. Non avendo un’istruzione adeguata, quello che succede è che le persone tendono a creare più ingorghi del previsto, se non addirittura incidenti.

Il problema è poi il tentativo da parte dei vigili di “smaltire” il traffico. Onestamente non ho mai visto un traffico “smaltito” dai vigili urbani in tutta la mia vita. Solitamente la presenza dei vigili al massimo aumenta il traffico, non lo diminuisce sicuramente.

Ma tornando alle persone. Il disagio più grande secondo me è causato dal clacson. Sembra che la gente comune abbia un desiderio sfrenato di suonare il clacson in ogni momento della giornata. Basta un niente che si inizia a suonare all’impazzata, bestemmiando contro l’incompetenza degli altri, quando è evidente che il primo incompetente è quello che suona.

Poi bisogna parlare della “furbizia”. L’uomo si crede l’animale più furbo che esista. Di fronte ad un parcheggio per esempio riesce a inventarsi delle manovre che nemmeno Einstein ci poteva arrivare.
Ma poi ci sono quelli ancora più scaltri, che decidono di parcheggiare in doppia fila. Ovviamente parcheggiare in doppia fila nei quartieri di Torino, magari dove passa il pullman, si può considerare davvero la cosa più stupida del mondo. Si perché se una macchina effettua questo tipo di parcheggio, non permette al pullman (o ancora peggio alle altre macchine) di passare. Ma considerando il desiderio insito nella gente di suonare il clacson, il risultato è un concerto musicale fatto da suoni terrificanti. Questo crea dei disagi enormi alle povere persone che si trovano nelle case vicino al luogo del concerto.

Ma c’è dell’altro. Quando uno parcheggia in doppia fila, mostra un totale menefreghismo nei confronti di chi parcheggia normalmente. Quest’ultimi quando si recano in macchina per rimettersi in circolazione, si ritrovano spiazzati di fronte al “furbacchione” che si è messo di fianco a lui. E giù di clacson, riparte il concerto.

Quelli che odio di più sono poi gli ipocriti; le persone che normalmente si piazzano in doppia fila e quell’unico giorno in cui trovano parcheggio e si trovano una macchina di fianco a loro, iniziano a incavolarsi sostenendo che non è assolutamente ammissibile parcheggiare in doppia fila e magari chiamano pure i vigili. Questi si che sono gli individui che fanno fallire la società.
Alla prossima.

Written by scotefab

marzo 30, 2010 at 9:35 am

Pubblicato su Disagi

La Banca Si che “Conviene”

leave a comment »

Buongiorno a tutti,
nel fantastico mondo dei disagi bisogna considerare anche le banche, che sebbene siano enti privati, comunque offrono un servizio importante ai cittadini.
In banca gli sportelli sono sicuramente organizzati molto meglio rispetto ad altri servizi e questo è sicuramente il suo merito più grande. Tuttavia le persone che lavorano non sempre sono in grado di gestire tutti i servizi aggiunti che la banca dovrebbe offrire. Un esempio lampante è il pagamento delle tasse al Politecnico o all’Università di Torino. Inspiegabilmente gli addetti al sevizio non riescono a pagare le tasse, inventando pure scuse inutili o più semplicemente dando la colpa al povero studente.
La questione della colpa è un argomento molto delicato. Si perché ogni volta che sopraggiunge un problema è sempre colpa dei clienti che non hanno compilato bene i moduli e non un errore delle banche. Quindi c’è da chiedersi: Saremo tutti degli incompetenti? La risposta è si.
Probabilmente se scrivessero un regolamento più semplice invece di mettere 300 mila asterischi che fanno riferimento ad altre cose, la gente comune riuscirebbe a fare le cose come si deve. Ma forse è troppo difficile per le banche fare una cosa del genere.
Con questo alla prossima.

Written by scotefab

marzo 29, 2010 at 1:50 pm

Pubblicato su Disagi

Il Disagio

leave a comment »

Buongiorno a tutti,
Questo blog parla di disagi. Ma che cos’è il disagio? La definizione di disagio secondo wikipedia è la seguente: il disagio è la situazione di difficoltà per un soggetto nel sentirsi bene con sé stesso e/o con gli altri. Quindi da questa definizione capiamo che il disagio è una difficoltà.
Ma le difficoltà sono le stesse per tutte le fasce di età? Ovviamente la risposta è no. Un bambino non ha le stesse difficoltà di una signora anziana sicuramente.
Tuttavia sembra incomprensibile come i servizi non facciano una vera distinzione tra le difficoltà delle persone. I servizi si appellano nella maggior parte dei casi al buon senso della gente, ad esempio sull’autobus ci si aspetta che il ragazzo ceda il posto alla signora anziana. Ma chiaramente un servizio non può appellarsi esclusivamente a questo, in quanto la gente ha perso il buon senso molto tempo fa. Occorre quindi che i servizi inizino a fare qualcosa di serio e non semplicemente mettere qualche accorgimento come la cassa per vecchi al supermercato.
Quindi per concludere per un buon funzionamento di un servizio, bisogna progettare le cose tenendo conto delle diverse difficoltà delle persone.
Alla Prossima.

Written by scotefab

marzo 27, 2010 at 12:06 pm

Pubblicato su Teorie

Le Casse dei Supermercati

with one comment

Buongiorno a tutti,
oggi parlerei delle casse dei supermercati. Esistono tanti centri commerciali ad esempio Bennet, Carrefour, Di per di e Gs, ma in fin dei conti sono tutti la stessa cosa e presentano le stesse incredibili problematiche.
Innanzi tutto bisogna considerare l’organizzazione. Ora è chiaro che ci sono delle fasce orarie più affollate delle altre (come del resto in tutti i servizi) e che queste fasce sono riscontrabili attraverso una semplicissima indagine empirica. Allora risulta incomprensibile come in fasce di punta il supermercato possa predisporre, su un numero di casse enorme (per esempio 23), esclusivamente 2 casse, di cui magari una con un massimo 10 pezzi. Fare la spesa in tali condizioni risulta in effetti difficile. Se a questo aggiungiamo che la gente fa di tutto per raggiungere la prima fila della coda, possiamo davvero avere un quadro generale di un organizzazione decisamente poco intelligente.
Poi esiste la cassa prioritaria. Questa cassa effettivamente è utile, ma viene usata decisamente male. Prima perché bisogna stabilire chi ha la priorità e poi perché comunque né le persone, né le cassiere rispettano le regole. Se una persona incinta di molti mesi arriva alla cassa e li c’è anche una signora anziana, chi ha la precedenza? In assenza di regole ben precise si possono fare solo considerazioni. Secondo me dovrebbe passare prima la signora col pancione, perché è quella con più necessità. Tuttavia le signore anziane ritengono che loro siano le uniche a poter usufruire di quella cassa e come giustificazione riportano il fatto che sulla cassa c’è un simpatico disegnino con la sedia a rotelle. Al di la di questo la cassa viene utilizzata di norma da tutti indistintamente e se per caso una persona che ha la priorità vuole usufruire della cassa, si mette in coda come tutti gli altri. Ecco un altro caso in cui l’egoismo individuale domina sulla ragione.
Alla prossima.

Written by scotefab

marzo 25, 2010 at 3:05 pm

Pubblicato su Disagi

L’Ospedale

leave a comment »

Buongiorno a tutti,
ieri ho parlato a proposito dei disagi riscontrati alle Poste. In quell’occasione sono giunto alla conclusione che se si vuole giovare di questo servizio è necessario prendersi il giorno libero a causa del servizio strutturato male, oltre che alle solite persone egoiste.
Ma questo mi porta a chiedere se questi disagi si verifichino anche in altri servizi. Ebbene si. Un esempio è l’Ospedale, o meglio il Pronto Soccorso.
Uno dei maggiori problemi degli ospedali italiani è la carenza del personale, soprattutto quello medico. La diminuzione del personale medico è dovuto al fatto che sta crescendo il numero di medici assunti a contratto o in condizioni di precariato: questo vuol dire impoverire le professionalità di un reparto e rendere sempre più difficile l’attività del primario.
Essendoci meno personale, l’attesa per accedere al pronto soccorso aumenta notevolmente e se capita un pallino verde, ovvero se il motivo della visita non è considerata urgente, è meglio non presentarsi proprio perché si attenderebbe troppo.
Poi tornerei sul problema della gente che si reca all’ospedale. E’ norma prendere appuntamento su consiglio del medico per accedere ad un qualsiasi servizio. Eppure nonostante l’appuntamento, dove è segnata l’ora della visita, la gente si presenta quando ne ha voglia, non curante delle altre persone che si sono presentate puntualmente. Ovviamente se una persona con l’appuntamento, ad esempio invece che alle 14 si presenta alle 9 del mattino, viene comunque inserito nella lista delle persone in coda alle 9 e può addirittura rubare il posto a persone che invece avevano l’appuntamento veramente a quell’ora.
L’ospedale, cosi come tutti gli altri servizi, funzionano bene se partecipano bene anche le persone che gli usano, altrimenti non ci si può lamentare che le cose non funzionano.
Detto questo alla prossima.

Written by scotefab

marzo 23, 2010 at 7:52 pm

Pubblicato su Disagi